Ed io che sono?

Di fuoco il cielo si tinge e l'aurora
va risvegliando la terra assopita:
danza sul mondo la luce,
l'oscura insidia dilegui.

Svaniscano i foschi fantasmi notturni,
la colpa, che striscia nell'ombra,
fugga percossa dai raggi del sole.

Oh! Presto sorga l'alba lucente
noi l'attendiamo in preghiera,
mentre il mattino risuona di canti.
Orazione dalle Lodi

Mentre il vostro cuore vegliava con Cristo, il mio corpo cercava invano di risposare nella quiete notturna. Ora in piena luce e accarezzato della brezza mattutina mi ritrovo a scrivere queste strane parole.

Ogni volta che alzo gli occhi al cielo e il mio sguardo si trova a contemplare il volto della luna, una domanda ritorna alla mia memoria a risvegliare il mio desiderio e a svelare la mia identità: «Chi sei tu? Chi è tuo padre?»

Queste sono le stesse domande che Gesù, mirando egli una luna piena, si sente rivolgere durante la preghiera nell’orto del Getsemani prima di essere consegnato. A porgergli quelle domande è in realtà la serpe, il maligno che cerca di distogliere il Figlio dal legame con il Padre.

Quelle stesse domande tornano a me pronunciate dallo Spirito di Dio.

Chi sei tu? Chi è tuo Padre? Ed io che sono? In che con-sisto? Che cosa de-sidero?

Se la tua voce chiama
gli astri nel cielo accorrono;
per te la vita palpita,
l’uomo di te respira.
Sal 138

Queste domande così vaste, così incommensurabili da far tremare i polsi, scaldano il cuore quando poste nell’amore di Cristo e davanti all’amore di Cristo, in affidamento all’amore di Cristo, nella preghiera amorevole e amorosa in Cristo.

Ed io che sono? Io sono tu che mi ami, che mi crei, che mi sei prossimo più di me stesso.

A quanti invocano il Signore, * egli si fa vicino.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono.
Egli si fa vicino.
Sal 144

Chi sono, che cosa desidero, dove sta la consistenza del mio lavoro, del mio riposo, dei miei affetti? La via, la verità e la vita di queste domande trovano fondamento, consistenza, roccia su cui costruire, aman, amen sempre e solo nell’amore del volto di un altro.

Dio eterno, principio di ogni principio,
che pur nella nostra iniquità ci sopporti
e prolunghi i nostri giorni per darci spazio
di raggiungere la sapienza del cuore,
ispira e guida il lavoro delle nostre mani
nel rispetto e nella esaltazione dell'opera tua,
fino a che potremo contemplare apertamente
la soavità del tuo volto.
Orazione dalle Lodi

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